José Mourinho è un personaggio che volente o nolente ha caratterizzato la storia del calcio negli ultimi 20 anni. Un allenatore senza alcun dubbio vincente, un palmarès da fare invidia a molti colleghi, tuttavia negli ultimi tempi non sta vivendo un periodo felice a livello sportivo a Manchester, seppur il suo ultimo trionfo europeo non sia troppo datato, ha conquistato l’Europa League nel 2017 proprio con lo United.

Però qual è l’episodio che ha reso Mourinho l’allenatore di grido che è oggi? Sicuramente la conquista della Champions col Porto nel 2003-2004 è la pietra miliare della sua carriera, grazie a tale vittoria si è potuto permettere si sedere su panchine importanti, come Chelsea, Real Madrid, Inter e Manchester United. C’è da dire che prima della Champions, Mou è stato capace di vincere due campionati portoghesi, una Europa League, una coppa del Portogallo, una Supercoppa del Portogallo. Non male per un allenatore nemmeno quarantenne.

Tuttavia anche altri allenatori portoghesi hanno fatto exploit simili, basti pensare a Jorge Jesus e al tanto vituperato André Villas Boas. Allenatori che non hanno avuto il successo e le opportunità dello Special One, che però è stato autore di una vera e propria impresa portando a casa la Champions col Porto. Per onor di cronaca il Porto vinse quella finale contro un’altra sorpresa, il Monaco di Didier Deschamps, magari avesse vinto il Monaco il buon Didier avrebbe avuto un’altra carriera, anche se ultimamente non ha molto da lamentarsi.

L’episodio chiave della Champions 2003/2004 per il Porto non è la finale ma l’ottavo di finale che lo vede contrapposto al Manchester United di Sir Alex Ferguson. Il 25 febbraio del 2004 si gioca l’andata ad Oporto, lo United è avanti con Fortune che sfrutta la ribattuta di Vitor Baia sulla punizione di Scholes. A sorpresa però Benny McCarthy ribalta il risultato. Il 9 marzo gli uomini di Mourinho affrontano il ritorno avanti nel punteggio ma senza il favore dei bookmakers. Sembra proprio che gli scommettitori abbiano visto giusto, lo United al 32esimo va in vantaggio con Scholes, sarebbe qualificazione per gli inglesi, che non si accontentano, il crollo del Porto sembra ad un passo. I vari Carlos Alberto, Deco, Maniche, oltre al mattatore dell’andata McCarthy, non appaiono in grado di reggere l’urto. Ma gli inglesi sprecano e la partita si trascina al 89esimo col punteggio sull’uno a zero per lo United che sembra già pronto per affrontare i quarti.

All’improvviso però il Porto conquista una punizione sui 25 metri per un fallo di Gary Neville su Edgaras Jankauskas (non so chi sia e non me lo chiedete..). Le ultime speranze sono tutte nei piedi di Benny McCarthy che si incarica della battuta. Il sudafricano batte sopra la barriera, ma il tiro sembra molle facile preda per Howard che non dovrebbe nemmeno affaticarsi per bloccare il pallone.  Invece l’americano clamorosamente non blocca il pallone che gli sfugge come una saponetta e sul quale si avventa Costinha che pareggia i conti al 90esimo. La qualificazione per i portoghesi è fatta, Mourinho lo capisce e si lancia in un corsa pazza verso i suoi giocatori, incredibilmente lo United è fuori dalla Champions.

Non era solo un passaggio ai quarti di finale, era l’inizio di una nuova carriera...la nascita dello Special One….