La manita incassata dal Barcellona sancisce ufficialmente la crisi dei madrileni, il fallimento di Lopetegui e della politica Real dopo gli addii di Zidane e Ronaldo. Quest’estate in molti pensavano che i Blancos fossero una macchina da guerra perfetta che poteva sbarazzarsi, o meglio fare a meno di un francesucolo che aveva portato a casa tre Champions senza aver mai allenato e di un portoghese ormai bollito che segnava solo a porta vuota, insomma il Real rinunciando ai due pesi morti non poteva fare altro che migliorare e inoltre per farlo non sarebbero stati necessari nuovi innesti, se non l’acquisto di un Odriozola a 50 milioni avendo già Carvajal, sarebbero bastati i giocatori a disposizione, dopotutto avevano fatto loro la fortuna dei due sopracitati.

L’allenatore però era necessario, qualcuno televisivamente pronto a farsi inquadrare dalle telecamere mentre i giocatori gli fanno vincere altre tre Champions e anche qualche campionato e quale uomo migliore di Julen Lopetegui? Uno che il massimo dell’apoteosi l’ha vissuto alla guida della Spagna battendo l’Italia di Ventura (non servono altri aggettivi) alle qualificazioni per il Mondiale 2018 e facendo sei goal in amichevole ad un’Argentina che definire sconclusionata è dire poco. Per il resto tre esperienze alla guida di club (Rayo, Real Castilla e Porto) culminate con tre allontamenti ed il fatto che dopo una stagione anche il Real Castilla abbia deciso di interrompere il rapporto è quantomeno curioso col senno di poi. Per onor di cronaca non bisogna dimenticare la vittoria del campionato europeo u21 battendo l’Italia (si ce l’ha con noi..) di Devis Mangia. E con l’allenatore siamo a posto, passiamo al resto.

Senza Ronaldo, il Real si affida ai giovani che per anni non ha fatto altro che accumulare serialmente gli Asensio, Ceballos, Vallejo, Llorente, Lucas Vazquez e anche Mariano Diaz, tornato a fine mercato perché in panca un seggiolino libero sarebbe sembrato brutto, sono pronti a dominare il mondo guidati da Isco, Modric, l’onnipresente Benzema e colui che avrebbe fatto facilmente la parte del Ronaldo cioè Gareth Bale, senza contare la presenza di quel giocatore universale di nome Sergio Ramos che senza il portoghese tra i piedi avrebbe potuto facilmente segnare caterve di goal partendo dalla difesa. Il Real è talmente ben messo che può pure regalare al Chelsea uno dei centrocampisti più utilizzati da Zidane cioè Kovacic per prendere un portiere dal pedigree più raffinato rispetto a Navas, con Thibaut Courtois il problema legato alla finalizzazione può dirsi completamente risolto. Il Real è pronto a dominare.

Infatti pronti via perde la Supercoppa Europea nel derby con l’Atletico, in campionato dopo 10 giornate ha 14 punti ed è nono in classifica e per finire in bellezza in Champions è riuscito a perdere anche col CSKA Mosca  (questa non era facile da immaginare anche se il Real avesse giocato in 7 contro 11).

Sia chiaro non sto asserendo che Lopetegui sia un incapace, anche Zidane ha avuto i suoi momenti bui in campionato soprattutto, ma guardando la situazione attuale si potrebbe pensare che forse Zizou come allenatore non è poi così negato. La rosa del Real è indubbiamente di valore però composta da giovani che per anni hanno fatto panchina e come si può pensare che un giovane seppur talentuoso, che solitamente è relegato in panchina, possa diventare dall’oggi al domani un titolare, o almeno un’alternativa di livello, della Casablanca? Lo stesso Isco in questi anni non ha espresso pienamente il suo potenziale, il suo bagaglio tecnico avrebbe fatto pensare a chiunque in tempi non sospetti che attualmente sarebbe stato uno dei migliori al mondo e imprescindibile per la sua squadra, tuttavia la realtà è che pur essendo considerato tra i migliori centrocampisti al mondo, per anni ha fatto la spola tra campo e panchina e sicuramente quando si parlava di uomini decisivi tra i madrileni come primo nome non veniva certo il suo sia nel bene che nel male.

Del parafulmine Ronaldo ne hanno giovato anche Benzema e Gareth Bale, il primo a detta dei più avrebbe fatto caterve di goal non si fosse messo al servizio del portoghese e il gallese sarebbe stato maggiormente apprezzato e avrebbe avuto ben altra carriera, forse sarebbe stato veramente così ma alla prova dei fatti attualmente siamo lontani dall’ipotesi che li dipinge come due leader. L’unica cosa che mi auguro per il bene dello spettacolo è che il Real si riprenda perché non sarà quello delle quattro Champions in cinque anni ma nemmeno quello che perde con Getafe e CSKA.

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